GALLERIE



 

 

ANDREA LAI

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UNA POZZANGHERA D'ASSENZIO


Se percorressi il sentiero della sua anima

raggiungerei la dimora della su inquietudine

e se nascesse da un passato insulso,

la vestirei di racconti e fiori… di pioggia e di salsedine.

Se le sue paure fossero cristalli,

suonerei la nota pił acuta per vederla volare in un alito d’ali.

Se lasciasi la sua mano,

rimarrebbe una manciata di parole, una tela bianca senza l’ombra di un colore,

un pensiero privo di stupore.

Se mi perdessi in quel sentiero,

mi fermerei ad ascoltare il vento che trasporta foglie, sorrisi

e i suoi sbalzi d’umore.

Se lasciassi la sua mano,

lascerei il bagliore di uno sguardo e sarebbe notte nei miei occhi,

sarebbe un giorno arido e una pozzanghera d’assenzio.

LA BAMBINA DI SAN GREGORIO

La pioggia di Marzo appannava i vetri di vecchie finestre,

affacciate sull'imminente primavera,

e come le trasparenze delle vesti,

lasciavano intravedere i profili spettinati delle montagne.

Il suo sguardo disteso,

umido di stupore e curiositą,

era specchio di solitudine e ingannevole passione.

L'angoscia di sentirsi donna contrastava il silenzio

di giocattoli immobili... e sembrava sospeso dentro un gesto

di timida fantasia.

Le stagioni passavano e con loro il tempo, affollato da divieti

e trasgressioni.

Guardo ancora la pioggia da finestre appannate,

vedo i suoi occhi umidi senza odio,

vedo ancora dentro un cuore stanco... la bambina di San Gregorio.

A Valeria con affetto...

 


 

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POESIE 1
Qualcuno dice che...

 

 

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