ANDREA LAI

 

 

 

 

 
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Nello smirare gli occhi limpidi e cerulei dell'artista, vi si scorge il riflesso di un animo gentile, sensibile e fantasioso, creatore di pitture singolari e pulsatili. Nel contemplarle si viene trasportati in nuovi mondi, dove magia , incanto e leggiadria, inducono ad un sogno dilettevole."                                                                      (Ilaria Pilia)                                                                 

Tratti decisi e sicuri,  sapienti miscellanee di colore, scene articolate e mai casuali segnano i connotati di un narratore colto ed elegante capace di richiamare l’altrui attenzione per la sua innata capacità di spiare, nascosto dietro filtri onirici e surreali, la sensualità nel quotidiano, il misticismo nella banalità, la nobiltà nelle miserie.                                                                                                                        (Cry)

Nelle sue opere ogni più comune e apparentemente insignificante oggetto della vita quotidiana si (carica?) di lirismo e di sincera capacità di emozionare; ogni più lieve rumore si materializza e prende possesso di tutte le dimensioni, anche quelle iper-reali, non misurabili. E quei piccoli Elfi di suggestiva ascendenza Shakesperiana che fanno capolino dalla tela sembrano volere suggerire, in modo sussurrato e senza enfasi, la loro voglia di essere azzurro, di essere rosso, di essere giallo nel cupo infinito, la loro voglia di essere vivi; la loro fierezza di essere fiaba nella nostra crudele banalità                                                                     (Simona Campus)

 

Che il dono di sorprendere terra e cielo sia sempre con te.

                                           (Anna Mura)

 

 

Nell’immaginifica fantasia dell’artista una comune tavola di legno si trasforma nella ribalta di un teatro surreale, il luogo di un’inquietante rappresentazione nella quale prendono vita giochi bizzarri dell’inconscio, i fantasmi dell’anima.                                                                                                                                        (Giuseppe Pinna)

 

La danza è una forma di espressione primordiale, attraverso cui l'uomo traccia il proprio significato nel cosmo, accompagnando col proprio corpo il suono nello spazio.
Uno spazio che forse illuminato da un fuoco rituale, che percorre il tracciato delle stelle, allo stesso modo in cui le tre steli rocciose dietro le danzatrici del dipinto sono segnate dalla musica.
Il tuo tributo ancestrale alla danza non si ferma a questa antica radice, ma si perde appassionatamente nella sensualità del movimento, dato da un corpo che agita ogni sua parte dentro il suono, immerso in qualcosa che lo avvolge totalmente, in modo pulsionale".                                                                                                (Tiziana Presi)